L’opposizione a cartella di pagamento

 

Il debitore può impugnare la cartella davanti all’autorità competente solo per lamentare la legittimità della procedura di riscossione e non per contestare il merito del titolo esecutivo su cui si fonda la cartella, a meno che dimostri di non essere stato posto in condizione di svolgere la propria difesa in una fase precedente.

Secondo la giurisprudenza avverso le cartelle esattoriali sono ammissibili i seguenti rimedi:

  1. opposizione ai sensi della L. 689/81 se si tratta di sanzioni al CdS, quando sia mancata la notificazione del verbale o dell’ordinanza ingiunzione impedendo così i mezzi di tutela previsti dalla legge riguardo gli atti sanzionatori;
  2. opposizione ai sensi del DPR 602/73 se si tratta di tasse e/o tributi;
  3. opposizione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., quando si contesti la legittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella o si adducano fatti sopravvenuti alla formazione del titolo;
  4. opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., quando si deducano vizi formali della cartella, dopo che è iniziata l’azione esecutiva.

L’azione di opposizione spetta ad ogni soggetto obbligato al pagamento della sanzione, sia egli debitore effettivo oppure obbligato in solido in possesso della notifica dell’atto ingiuntivo.

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