L’esecuzione forzata

 

Qualora non venga proposto ricorso entro il termine previsto né pagato l’importo richiesto con la cartella entro 60 giorni dalla notifica, potrà procedersi all’esecuzione forzata e l’agente della riscossione può mettere in atto le procedure esecutive che ritiene più opportune al fine di riscuotere il dovuto. Si va dal fermo amministrativo dei beni mobili registrati (es. l’automobile) all’iscrizione di ipoteca sulla casa, fino ad arrivare all’espropriazione forzata (pignoramento e vendita coatta) dei beni immobili e mobili del debitore e dei suoi coobbligati. Possono essere pignorati anche i conti correnti bancari e postali, i crediti presso terzi e le somme dovute da terzi in ambito lavorativo nella misura massima di un quinto, se si tratta di stipendio.

  1. Il fermo amministrativo consiste nel privare un soggetto dell’utilizzo dei suoi beni mobili registrati ed è disposto direttamente dal Concessionario che ne ordina l’iscrizione presso i pubblici uffici. L’iscrizione non può essere annotata per un debito inferiore ad € 2.000 (duemila). La circolazione del veicolo sottoposto a fermo comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 214 CdS.
  2. L’ipoteca sugli immobili può essere iscritta per un importo massimo del doppio del debito complessivo e non può essere accesa per un debito inferiore ad € 20.000 (ventimila) se si tratta della prima casa. L’agente della riscossione, dopo avere iscritto l’ipoteca, procede all’espropriazione decorsi sei mesi senza che sia avvenuto il pagamento. Nel caso in cui si proceda dopo un anno dalla notifica della cartella occorrerà la notifica di un preavviso contenete l’intimazione a pagare entro 5 giorni. La vendita al pubblico incanto deve essere effettuata entro 120 giorni dal pignoramento, pena la perdita di efficacia dello stesso.
  3. pignoramento del 1/5 dello stipendio: non occorre citare il datore di lavoro affinché renda la dichiarazione con cui afferma di essere o meno tenuto a corrispondere somme di denaro al debitore, l’atto di pignoramento contiene direttamente l’ordine al datore medesimo di pagare al concessionario. Il pagamento deve essere effettuato:

a)     entro 15 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento per il quinto degli stipendi non corrisposti per i quali sia maturato il diritto di percezione;

b)    alle rispettive scadenze il quinto degli stipendi da corrispondere e delle somme dovute a seguito di cessazione del rapporto di lavoro.

L’agente della riscossione può inoltre, quando lo ritenga opportuno, presentare istanza di fallimento nei confronti del debitore e dei suoi coobbligati o chiedere l’ammissione al passivo in una procedura fallimentare già avviata.

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