«Non è evasore»: ma il Fisco insiste

Screenshot 2014-01-14 19.14.37Screenshot 2014-01-14 19.14.51Imprenditore assolto dal Giudice si vede recapitare una cartella esattoriale da 70mila euro.

Il giudice ha stabilito che non è un evasore fiscale, ma Equitalia gli ha inviato ugualmente una cartella esattoriale da 70mila euro. È accaduto ad un imprenditore coneglianese del settore tessile della zona. Nella sua azienda, una srl, l’uomo ha ricevuto un controllo da parte della Guardia di Finanza che ha rilevato delle incongruenze nelle sue dichiarazioni fiscali. Le fiamme gialle gli hanno contestato un’evasione fiscale per 70 mila euro. L’imprenditore, certo del suo buon operato, ha presentato ricorso al tribunale monocratico di Treviso contro il provvedimento delle Fiamme Gialle. Ricorso che ha vinto. Il giudice infatti ha stabilito che non era un evasore fiscale. L’Agenzia delle Entrate però non ha recepito la sentenza del tribunale e ha dato mandato ad Equitalia di procedere con la riscossione del presunto credito fiscale. A questo punto l’imprenditore, non sapendo più come districarsi da una matassa burocratica ingarbugliata, si è rivolto all’associazione Vittime di Equitalia, che ha sede a Conegliano in via Calvi 122.
«Ha chiesto il nostro aiuto – spiega Mattia Ardenghi, presidente dell’associazione – perché non sapeva cosa fare. Dovrebbe aprire un’altra causa affinché l’Agenzia delle Entrate recepisca la sentenza del giudice». L’imprenditore però non ha la disponibilità economica per sostenere le spese dei legali. I professionisti di Vittime per l’Italia stanno dunque cercando di trovare una soluzione per aiutare l’uomo. Le cartelle esattoriali vanno pagate o impugnate entro sessanta giorni dal ricevimento, altrimenti scatta il pignoramento. Ma non sono solo gli imprenditori ad essere “vittime di Equitalia”.
«Si è rivolta a noi una pensionata di Conegliano – racconta il presidente dell’associazione – perché le era arrivata una cartella esattoriale con la quale le veniva chiesto di pagare il canone dell’acqua del 1996, poche migliaia di lire». In questo caso l’anziana può stare tranquilla: «Il debito è prescritto». Ma allora perché le è stato chiesto di pagare? «Equitalia non dovrebbe chiedere il pagamento di contribuzioni prescritte – spiega Ardenghi – invece molto spesso lo fa». E le persone, per timore, pagano senza nemmeno controllare.

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