Ipoteca illegittima: Equitalia deve risarcire i danni al contribuente

Ipoteche e cartelle “pazze”: se l’azione del concessionario della riscossione è illegittima il contribuente ha diritto al risarcimento dei danni.

Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari (sent. CTP di Bari n.36/08/10, liberamente visibile su http://www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), la quale ha condannato Equitalia al pagamento di euro 15.000,00 a titolo di risarcimento danni causati ad un contribuente pugliese.

La vicenda riguarda un’iscrizione ipotecaria effettuata dal concessionario della riscossione su immobili del contribuente a seguito di cartelle di pagamento non correttamente notificate.

In merito, è bene chiarire che se da una parte la legge permette al concessionario della riscossione di iscrivere ipoteche sui beni dei contribuenti, dall’altra ciò può avvenire solo a condizione che questi siano venuti realmente a conoscenza dei debiti tributari, attraverso la precedente notifica delle cartelle di pagamento.

Al riguardo, infatti, l’art. 77 del DPR n.602/73 prevede che “Decorso inutilmente il termine di cui all’articolo 50, comma  1 (ossia 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento), il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del  debitore e dei coobbligati per un importo pari al  doppio  dell’importo  complessivo del credito per cui si procede”.

Proprio a seguito del mancato rispetto di tale articolo, i giudici di Bari chiariscono che a Equitalia va attribuita la responsabilità dei danni subiti dal contribuente poiché “ha proceduto all’iscrizione di ipoteca pur avendo consapevolmente provveduto alle notifiche in violazione della lett. C) del comma 1 dell’art. 60 del DPR n.600/73 (il quale prevede che la notifica debba essere effettuata necessariamente presso il domicilio fiscale del contribuente), in quanto era noto il domicilio fiscale cui andavano effettuate le notifiche per essere stati ritualmente notificati, come risulta dalla documentazione acquisita al processo e non contestata, atti inerenti ad altre precedenti vicende tributarie.

Il concessionario, dunque, aveva provveduto alla notifica delle cartelle presso un indirizzo diverso rispetto a quello di residenza del contribuente e pertanto in modo illegittimo.

I  giudici pugliesi, infatti, chiariscono che “Tale comportamento di natura dilatoria e defatigante per il contribuente rivela, negli enti impositori, una mancanza assoluta di avvedutezza e di una sia pur minima consapevolezza della legittimità o meno del proprio agire e delle conseguenze che i propri atti andavano a determinare…”.

Per quanto riguarda, infine, il risarcimento dei danni, i giudici chiariscono che pur condividendo la posizione della Commissione Tributaria Provinciale (ossia i giudici di primo grado), la quale sostiene che manca la specifica quantificazione dei danni subiti dal contribuente, ribadiscono che  “ciò non osta per l’ammissione della domanda riguardo al danno morale conseguente all’accertata inesistenza del diritto degli enti impositori a chiedere l’iscrizione ipotecaria sul patrimonio del contribuente e ai conseguenti disagi psicologici che tale condotta ha provocato”.

Secondo i giudici, quindi, la quantificazione dei danni può avvenire tranquillamente in via equitativa ai sensi dell’art. 1226 del Codice civile.

Ci si augura, dunque, che anche questa sentenza possa contribuire a creare un fisco più equo.

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2 thoughts on “Ipoteca illegittima: Equitalia deve risarcire i danni al contribuente

  1. Salve , mi chiamo Leonardo Filippis , ho 46 anni , abito nel Veneto , e per causa dell’Equitalia ho perso il lavoro da agente di commercio ,. Ad agosto 2013 mi è arrivata una cartella di Equitalia , nella cartella l’importo era di 38000,00 euro , io sapendo che erano soldi che dovevo pagare , mi sono subito precipitato in modo tempestivo nei loro uffici il 2 settembre . Nonostante i 60 giorni di tempo per regolarizzare il pagamento , loro mi hanno pignorato le provvigioni , mi hanno messo in condizione di non recarmi al lavoro , in quanto io per recarmi al lavoro e svolgere il mio lavoro d’agente ho bisogno del denaro per fare benzina e gasolio . Faccio presente che il mio posto di lavoro dista 50 KM. da dove abito . Loro congelandomi lo stipendio , non solo mi hanno fatto perdere il lavoro , ma allo stesso tempo ho saltato di pagare le tasse , IVA , La cosa più assurda è che quando sono andato per regolare la mia posizione , la signorina dell’ufficio mi ha detto che dal momento che mi ero recato per rateizzare la somma di 38000,00euro con rate da 550,00 euro per 72 rate ,e che se fosse stata approvata la legge delle 120 rate avrebbe rifatto il piano di pagamento, e che tutti i procedimenti a mio carico sarebbero stati ritirati dal momento che io avevo presentato la mia volontà al pagamento , e che il tutto si sarebbe risolto in pochi giorni. IO ho avvertito la mia azienda che avrei ripreso a lavorare entro 15 giorni , e la mia azienda si è preoccupata di riservarmi il posto di lavoro per più di 20 giorni . L’equitalia non si è preoccupata di svincolarmi le mie provvigioni , in tempo reale, quindi io dopo 15 giorni mi sono recato per la terza volta all’ufficio e ho parlato con un altro impiegato e lui mi ha detto che il suo collega che si occupa di queste cose ” si è dimenticato ” di sbloccare il pignoramento , e che avrebbe provveduto subito a regolarizzare in tempi brevi il tutto . E’ passato un mese , non hanno fatto assolutamente nulla, io ho dovuto riferire alla mia azienda di provvedere con l’assunzione di un altro agente , in quanto l’equitaqlia tardava a sbloccarmi i soldi , e dopo di che sono andato per l’ennesima volta all’equitalia di Rovigo , e il capo ufficio dopo aver parlato con me , e visto la mia situazione che lui mi ha creato , ha provveduto tramite una telefonata a sbloccarmi i mie soldi , a condizione che mi recassi alla cassa con 700,00 euro come anticipo e poi avrebbe provveduto ha farmi arrivare le rate come era stato stabilito dalla signorina il 2 settembre ..Dal 2 settembre sono passati ben 45 giorni , Io adesso sono una persona che per colpa loro mi ritrovo disoccupato nuovamente , non so più come uscirne da questo tritacarne . Non ho trovato nessuno che mi possa aiutare , sono andato anche da un avvocato ma mi ha consigliato di lasciare perdere , ora non ho altra scelta che abbandonare il mio paese , ma faccio presente un’altra cosa , io non mi sono più presentato all’equitalia , ho ritirato i miei soldi che mi serviranno per sostentarmi nei prossimi mesi, nel frattempo l’equitaliaq mi ha inviato il pagamento delle rate accordate , ma gli importi stipulati il 2 settembre non corrispondono: 1 ) la somma da 38000,00 è di 44000,00, 2) la prima rata è di 900,00 , e le successive sono intorno alle 630,00 , le 72 rate che dovevano modificarsi a 120 se veniva approvata la legge , doveva essere adottata non me le hanno concesse nonostante la legge è passata. Spero che almeno voi dopo aver letto questa mia storia assurda, vi dovete rendere conto che noi poveri contribuenti siamo indifesi contro questa macchina trita vite , che porta solo alla disperazione delle persone che hanno voglia di fare , di lavorare , essere utili alla comunità , invece chi opera all’interno di certi uffici non ha un minimo di sensibilità , ma hanno solo un arroganza e trattano le persone come cani , come evasori , come persone senza onore .
    Io sono una persona molto corretta , professionale , educata , e mi piace lavorare , ma l’equitalia ha portato via la mia vita con un soffio, ed ora mi ritrovo solo , senza lavoro , e con un debito che non so più come pagarlo , nonostante la mia buona volontà a vivere con uno stipendio di 600,00 euro , l’equitalia non mi ha dato neanche questa possibilità , quello che mi viene da pensare è che l’equitalia crea solo suicidi, disoccupazione , e nuovi criminali , se si è fortunati. Ringrazio per la cortese attenzione , e per avermi inviato questa email , che mi ha dato la possibilità di farmi esporre una cosa così orrenda che giaceva dentro il mio cuore , distinti saluti.
    FILIPPIS LEONARDO

    • Buongiorno, per valutare le Sua posizione debitoria (cartelle prescritte o con vizzi procedurali tali da determinare la nullità delle cartelle) necessitiamo di ricevere a mezzo fax, mail o posta ordinaria, un estratto di ruolo dettagliato della Sua posizione debitoria (www.vittimediequitalia.it/estratto-di-ruolo.html ). Si ricordi di riportare a penna un numero di telefono al quale poterla richiamare.

      Cordialità
      La segreteria

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